neve

venerdì 2 dicembre 2016

Recensione: "La casa nella brughiera" di Elizabeth Gaskell

Buongiorno a tutti!!
Dicembre è iniziato e quale  modo migliore per consigliarvi un libro da mettere sotto l'albero??

La casa nella brughiera di Elizabeth Gaskell


Casa Editrice: Croce Edizioni 
                                       Pagine: 248                                         
Prezzo: 19.00 €
Data di pubblicazione: Novembre 2016
ISBN:9788864022895

Trama:

La casa nella brughiera, commissionato a Elizabeth Gaskell dal suo editore come libro natalizio e pubblicato per la prima volta nel 1850, commosse l’amica Charlotte Brontë. Casa Browne è incastonata tra le colline nel nord dell’Inghilterra. In una vallata da fiaba, nascosti e isolati, vivono Maggie e Edward, figli del fu curato di Combehurst, con la madre e una vecchia domestica. Le loro uniche incursioni nel vicino villaggio sono riservate alla domenica quando, dopo la messa, si recano a fare visita alla tomba del padre. La manifestazione del lutto diviene un rito al quale assiste tutto il villaggio, per l’imbarazzo e il rammarico dei due bambini.La monotonia della loro vita, vissuta all’ombra di una natura verdeggiante e scandita dai lavori domestici per Maggie e dai giochi all’aperto per Edward, viene interrotta dall’invito a pranzo di un vicino, Mr Buxton, caro amico del compianto curato. Una riluttante Mrs Browne accetta di condurre i suoi bambini a fare la conoscenza di Frank, figlio dell’uomo, di Erminia, sua nipote, e dell’inferma Mrs Buxton.Mentre Maggie cresce sotto la guida degli insegnamenti e dell’amore di quest’ultima, stringendo una tenera amicizia con Erminia e penetrando lentamente il cuore di Frank, Edward, soffocato dal cieco amore di una madre che non ha saputo impartirgli le giuste lezioni di vita e debole di fronte alle lusinghe del denaro, decide di intraprendere un cammino professionale che porterà alla rovina la sua famiglia.In una storia il cui perno è costituito dalla figura femminile di Maggie e dal suo universo di credenze e valori, in contrasto con quello del fratello e persino della madre, l’autrice ci regala il ritratto di una protagonista che, sebbene non si ribelli al ruolo impostole dalla società e sia sempre pronta a svolgere il suo dovere anche a discapito della propria felicità, rimane costantemente fedele ai propri imperativi morali.


La mia recensione:


La casa nella brughiera di Elizabeth Gaskell fu commissionato all’autrice come libro “natalizio” per essere pubblicato nel Dicembre 1850 e come allora la casa editrice “Edizioni Croce” ha rispettato l’originaria pubblicazione nel mese più gioioso dell’anno.

Se nei suoi più corposi romanzi l’autrice aveva affrontato un’ambientazione a carattere industriale, in questo romanzo breve esploriamo il tema bucolico, come già era successo nei fratellastri e largo spazio è lasciato alle descrizioni di una natura incontaminata e pacifica che caratterizza i dintorni di Combehurst, il paesino in cui è ambientata la storia.

Il rigonfiamento delle onde prodotte dall'erba sull'altopiano disegna quasi un orizzonte nel cielo.
La sua linea è interrotta solo in un punto da un boschetto di abeti scozzesi, che appare sempre buio e in ombra anche a mezzogiorno, quando il resto del paesaggio sembra bagnato dalla luce del sole.
L'allodola frema e canta, in alto nel cielo.


I protagonisti de “la casa nella brughiera” appartengono alla media borghesia e la loro dimora rispecchia il loro ceto sociale essendo definita dal narratore qualcosa a metà tra villa e villetta.

Attraverso gli occhi del narratore seguiamo la vita di Maggie Browne e della sua famiglia composta dalla madre e dal fratello Edward.

I due giovani hanno perso il padre, curato del paese, in tenera età e la mancanza della figura paterna come punto di riferimento si farà sentire per tutta la narrazione, evidenziata anche dalla figura materna che appare nettamente divisa tra i due figli non celando la sua preferenza per il figlio maggiore.

I caratteri dei due fratelli vengono delineati subito dall’autrice e piano piano conosceremo Maggie, una ragazza buona dolce e gentile che troppo spesso viene sopraffatta dal fratello Edward che fin da piccolo la tratta, essendo una bambina, da essere inferiore nato soltanto per servire gli uomini.

Contrapposto a Maggie, Edward viene caratterizzato da subito come il “villain” del romanzo, presuntuoso ed egoista crescendo il suo carattere peggiorerà sempre più divenendo un ragazzo avido e attaccato ai beni materiali.

La riuscita materiale era il suo criterio di valore.
Il fine, per come la vedeva lui, sembrava giustificare i mezzi.

La vita nel cottage dei Browne scorre monotona di stagione in stagione finchè non irrompe nella loro quotidianità il Signor Buxton, un signorotto locale legato da un forte legame di amicizia con il defunto Signor Browne che con un invito, con il pretesto di far giocare i giovani Browne con suo figlio Frank e sua nipote Erminia, cambierà il corso di molte vite.

Maggie farà la conoscenza della moglie del Signor Buxton, una donna malata nel fisico ma fiorente nell’animo, che insegnerà alla piccola protagonista i più importanti valori cristiani come il perdono e la carità.

Crescendo le vite dei Browne e dei Buxton si legheranno in modo sempre più stretto fino allo sbocciare di un tenero amore tra Frank e Maggie.

Frank è un bravo ragazzo, onesto e leale rappresenta l’antitesi di Edward.

Il Signor Burton invece è un personaggio particolare dalle mille sfaccettature, se inizialmente è spinto da buoni sentimenti verso dei ragazzi di un ceto sociale più povero, poi credendo di fare il bene del figlio, si opporrà con tutte le sue forze al matrimonio con Maggie anche se alla fine, grazie al comportamento della ragazza e al suo sacrificio si redimerà.

Altri due personaggi femminili positivi, che incarnano i valori dell’amicizia, della fedeltà e dell’amore sincero sono Nancy, la vecchia domestica dei Browne che tratta Maggie come fosse sua figlia, ed Erminia, la cugina di Frank che si dimostrerà una vera amica per Maggie.

Un romanzo che mi ha fatto riflettere e che mi ha scaldato il cuore.

Ho adorato questo libro dalla prima all’ultima pagina e ancora non riesco a spiegarmi come mai per tanti anni questa autrice è restata nell’oblio della maggior parte del mondo editoriale.

Un’ autrice dalla scrittura fluida e mai pesante che riesce sempre ad esprimere temi importante attraverso una superba caratterizzazione dei personaggi.

Credo che tutti dovrebbero leggere almeno un suo romanzo nella propria carriera letteraria perché, vi assicuro, ne vale veramente la pena.
Da sottolineare come sempre la cura che questa Casa Editrice mette nelle sue edizioni, un'accuratissima introduzione di Raffaella Antinucci affianca la perfetta traduzione di Flavia Barbera.
Inoltre nelle pagine finali del volume troviamo una lettera di Charlotte Bronte, in lingua originale, che l'autrice di Jane Eyre scrive all'amica Elizabeth Gaskell.


  

A presto,


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